Il vino, la conservazione in vetro e la bottiglia

Storia della conservazione del vino nel vetro e nella bottiglia

Fin dall’antichità il vetro è stato il materiale più utilizzato per conservare il vino. Il vino, infatti, trae giovamento dal vetro: è grazie alle proprietà di quest’ultimo che può mantenere intatte le sue proprietà organolettiche.

Tra l’altro, si tratta di un materiale protettivo, che non conferisce odori né sapori e non altera il gusto del vino stesso.

Wineleven - Convervazione del vino nel vetro e nella bottiglia

La storia del vetro: un materiale antichissimo

Il vetro è un materiale di antichissima origine. Alcuni fanno risalire l’invenzione del vetro ai Fenici: l’area in cui vivevano, corrispondente grossomodo all’attuale Libano, era ricca di silicio, materiale con cui si produce appunto il vetro.

In realtà, testimonianze dell’utilizzo del vetro si sono ritrovate anche nelle tombe di alcuni faraoni egizi; in questo caso la funzione dei contenitori in vetro sarebbe stata quella di conservare balsami ed unguenti.

In epoche successive, attorno al primo secolo a.C., un artigiano vetraio di cui non è noto il nome inventò la soffiatura a canna: si tratta di una invenzione che nel corso del tempo consentì la realizzazione di molti oggetti di uso comune.

Già nell’antichità, dunque, la conservazione e la mescita del vino avveniva in contenitori di vetro, come testimoniato dai resti che sono stati rinvenuti negli scavi di Pompei.

La bottiglia di vetro: quando nasce

Il legame tra il vino e il vetro è molto antico. Già nel Medioevo si utilizzava la parola bottiglia: questo termine, infatti, deriva dal tardo latino buticŭla, che significa “piccola botte”. Il nome deriva dall’uso che veniva fatto di questo contenitore, a testimonianza il fatto che la bottiglia servisse prevalentemente per conservare il vino.   

Va detto che probabilmente l’uso della bottiglia di vetro, almeno fino all’epoca moderna, non era così diffuso e popolare, in quanto questo materiale aveva un costo piuttosto elevato. Solo verso la fine del Seicento inizierà a diffondersi anche alle classi meno agiate a partire dall’Inghilterra, che era divenuta una potenza commerciale in fatto di vino. La diffusione del vetro come materiale per le bottiglie sarà più capillare soprattutto dopo la rivoluzione industriale, grazie alle migliorie tecnologiche che permetteranno di produrre più velocemente il vetro e con costi inferiori.

Con la produzione di massa delle bottiglie in vetro, avranno origine prodotti di forme e fogge diverse, capaci di soddisfare sia esigenze estetiche, sia caratteristiche tecniche per la conservazione del vino.

Le caratteristiche tecniche delle bottiglie da vino in vetro

Le esigenze tecniche principali per le bottiglie predisposte alla conservazione del vino sono robustezza, maneggevolezza e colore.

 

  • Robustezza: non sempre si pensa a questa come una caratteristica capace di condizionare la produzione di bottiglie in vetro, eppure si tratta di una esigenza molto importante, basti pensare ai vini spumanti. Lo Champagne e tutti gli altri vini spumanti necessitano di vetri robusti, che siano in grado di trattenere l’elevata pressione del vino senza far esplodere le bottiglie: questo inconveniente, infatti, accadeva spesso nei primi tempi con i vini rifermentati in bottiglia. Proprio per questo è stata inventata la cosiddetta champagnotta, bottiglia che viene chiusa con un tappo in sughero di diametro largo con l’apice all’esterno del vetro bloccato da una gabbietta metallica. Le champagnotte sono bottiglie robuste, pesanti anche da vuote: quelle prodotte un secolo fa pesavano circa 1,3 chili. Oggi la champagnotta è decisamente più leggera ma è comunque più pesante di una normale bottiglia da vino fermo.
  • Colore: anche il colore è importante in quanto permette di oscurare la luce ed evita che si perdano caratteristiche organolettiche del vino. Per i vini spumanti si è sempre preferito il verde, mentre il marrone per gli altri. Il verde ed il marrone, infatti, hanno una naturale capacità di mettere al riparo dalla luce il prezioso contenuto della bottiglia. Sebbene per conservare correttamente il vino debbano essere rispettate anche altre caratteristiche come la temperatura, l’umidità, l’assenza di vibrazioni, la posizione della bottiglia, è pur vero che il colore ha una certa influenza. Sono state infatti realizzate, in passato, bottiglie di vetro ad elevata capacità filtrante dei nocivi raggi solari.
Wineleven - Convervazione del vino nel vetro e nella bottiglia

Dall'utilità al marchio: i diversi tipi di bottiglie di vino

Nel corso del tempo sono state inventate numerose fogge per le bottiglie da vino. Questo dipende dal gusto dei produttori di vino e dei loro fornitori vetrai ma anche dalle regioni geografiche vinicole di provenienza e dalla necessità di creare un segno di riconoscimento distintivo.

La bottiglia è divenuta essa stessa un marchio, che porta il consumatore a distinguere sin dalla prima occhiata l’origine del vino.
Ecco allora la bordolese, a spalle e fianchi dritti, bella ed elegante bottiglia nata con i Bordeaux ma poi traslata in tutto il mondo vitivinicolo. E ancora la borgognotta, panciuta e quasi sempre di colore verde foglia morta, anch’essa talmente apprezzata da essere stata esportata ovunque.

E così l’oblunga renana, o alsaziana, nata per i pregiati riesling coltivati sulle sponde alsaziane del Reno e sulla Mosella ed oggi concepita come il contenitore ideale di vini di questa tipologia.

Ma non c’è solo la Francia: l’Italia, nelle Langhe, ha dato i natali alla bellissima albeisa, quasi sempre in vetro marrone. Prodotta nelle antiche vetrerie di Altare, nella vicinissima Liguria, proprio sul confine con il Piemonte, pare una mediazione stilistica tra la borgognotta e la bordolese, con l’originalità di portare impresso il nome sul proprio corpo.

Infine, non va dimenticata l’estinta astesana-monferrina, panciuta e dal collo molto allungato, di cui probabilmente venne abbandonato l’uso per la scomodità nello stoccaggio.

Per quanto riguarda il formato, dopo l’introduzione del sistema decimale, il formato standard per la bottiglia è divenuto quello da 750 millilitri. Ma ne esistono svariati; la mezza, il mezzo litro, la doppia (magnum), la quadrupla (jeroboam), e così via sino alla gigantesca, dalla capienza di quaranta bottiglie, melchizedek.

Curioso il fatto che molti dei nomi attribuiti ai diversi formati abbiano preso spunto dai nomi di personaggi biblici, come appunto Geroboamo, Matusalemme, Baldassarre, Melchisedec.  

© Domenico Calvelli, Biella

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